Imposta alla Fonte e problematiche legate all’applicazione del nuovo accordo tra CH e IT

Il nuovo accordo tra Svizzera e Italia sul trattamento fiscale dei frontalieri,  entrato in vigore da pochi mesi, ha già fatto emergere alcune problematiche che necessitano un approfondimento.

Inquadramento fiscale delle trasferte

Innanzitutto va precisato che, ai sensi del nuovo Accordo, un lavoratore è considerato “vecchio” frontaliere se torna quotidianamente al suo domicilio principale nello Stato di residenza.

Tuttavia, sono ammesse le trasferte (sia in Svizzera che presso i clienti in Italia) ed è quindi consentito di non rientrare quotidianamente nel luogo di residenza principale per motivi professionali per un massimo di 45 giorni nell’arco dell’ anno civile; superato questo limite la persona perderà lo status di frontaliere e verrà imposto come “nuovo frontaliere”.

Inquadramento fiscale del telelavoro

L’inquadramento giuridico del telelavoro effettuato dai frontalieri è un tema molto articolato in quanto genera due livelli di impatto, uno previdenziale (ovvero che riguarda i contributi pensionistici) e uno fiscale (ovvero che riguarda la tassazione del reddito da lavoro).

In base all’Accordo amichevole firmato tra Italia e Svizzera il 28 novembre 2023, tutte le tipologie di frontalieri, dal 1° gennaio 2024 potranno lavorare da casa per il 25% del tempo di lavoro totale stabilito dal contratto di lavoro senza avere modifiche nel proprio inquadramento fiscale. Se invece eccederanno questa soglia essi avranno delle importanti conseguenze a livello fiscale:

  • i “vecchi frontalieri fiscali”, se oltrepasseranno la soglia del 25% perderanno lo statuto di “vecchio frontaliere” per l’anno d’imposta in oggetto. Questo significherebbe che essi dovranno dichiarare il reddito da lavoro in Italia, venendo quindi assoggettati ad imposizione anche nel proprio Stato;
  • i “nuovi frontalieri fiscali”, se oltrepasseranno la soglia del 25% dovranno pagare in Svizzera le imposte alla fonte secondo le aliquote ordinarie (e non più nella misura dell’80%, come accadrebbe normalmente). Quindi dovrebbero pagare una quota di imposte alla fonte maggiore in Svizzera. Inoltre essi dovranno dichiarare il reddito da lavoro in Italia come da prassi, con un diverso sistema di calcolo per la detrazione delle imposte alla fonte già pagate in Svizzera.

I “frontalieri non fiscali” pagano già le imposte alla fonte in Svizzera nella misura del 100% e dichiarano già il reddito da lavoro in Italia. Per loro cambierebbe però il sistema di detrazione delle imposte alla fonte svizzere dalle imposte italiane previsto dalla Convenzione contro la doppia imposizione.

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